Case History di successo: brand che hanno investito sul VR

Nel mondo di chi si occupa per passione e per lavoro di VR360 si alternano grandi euforie per le novità tra i prodotto ed estenuanti test per proporre ad aziende e corsisti prodotti più affidabili possibile. Questo articolo va nella seconda direzione e vi proponiamo un percorso tra Case History di brand che hanno investito con successo sulle straordinarie potenzialità comunicative di questo strumento.

Il nostro scopo qui è quello di mostrarti come questo sia vero in diversi ambiti e darti un prospect dell’impostazione del corso VR360 – Professional Training di Milano 4 e 5 Novembre.

Storytelling: la chiave del risultato

Per un corso professionale come il nostro questa parte è imprescindibile. Chi intende lavorare in questo mondo e con questa tecnologia si sarà sicuramente chiesto: come posso proporre a un’azienda il frutto del mio lavoro con il VR360? Per capire la risposta è necessario prima conoscere le possibilità che questo strumento offre e non limitarci a produrre un mero video immersivo.

Old Irish è il case history che abbiamo presentato alla prima edizione del corso a Marzo e durante il Webinar con gli amici di Zooppa. Questo esempio fa capire come l’unico limite creativo siamo noi e che dobbiamo ribaltare (come suggerisce l’esempio) il punto di vista. In una emozione di pochi minuti il cliente è entrato in un rapporto empatico con il nostro prodotto.

Nel corso vi spieghiamo con esempi pratici i migliori story sul mercato, come crearne dei nuovi per clienti e le nostre esperienze. Un percorso introduttivo per rendere questa esperienza un vero e proprio lavoro.

Prodotti d’autore e i nuovi media

Tutti conosciamo il Sundance Festival e il festival di Venezia. Da un paio d’anni nella sezione New Frontier s’è fatto spazio spazio il VR. Nel 2016 è stato presentato tra gli altri Giant, realizzato da Milika Zec. Abbiamo incontrato il regista al Festival di Internazionale a Ferrara nel corso del tour promozionale che sta (a distanza di un anno) toccando tutti i festival mondiali di cinema. Giant è un mix di creatività e 3D, una esperienza immersiva di 6 minuti nel quale il tuo punto di vista sulla guerra cambierà per sempre. Una vera esperienza sensoriale multipla.

A Venezia, invece, la sezione si chiamava Venice Virtual Reality, riservata come per il Sundance a prodotti di qualità. Tra i tanti spunti, quello di Gomorra VR Trailer, una intro sulla serie ideato per il lancio della serie televisiva. Un mix tra realtà virtuale, making of e tanto altro che coinvolge completamente lo spettatore, in anteprima.

In tutti i casi si tratta di un prodotto di altissimo livello tecnico con una capacità comunicativa alternativa. Un prodotto media che diventa quindi uno strumento di marketing molto innovativo. Molti videomaker del nostro corso hanno la possibilità di offrire un servizio esclusivo alle case di produzione.

Turismo 2.0

L’Italia non avrebbe bisogno di presentazioni, siamo un paese con la più alta concentrazione di siti Patrimonio dell’Unesco al mondo.  Troviamo volantini cartacei ad ogni evento/fiera dedicata al turismo, eppure nulla lascia il segno negli anni come “Through  the Ages” il documentario con la voce di Obama per il Yosemite National Park.  C’è già chi, come  Discovery VR, ha già intuito questa potenzialità con un video su  Venezia registrato nel 2016 e che ha già registrato più di 5 milioni di visualizzazioni.

Nel VR360 – Professional Training affrontiamo tutti gli aspetti legati ai prodotti VR e nello specifico a quelli turistici. Crediamo che esistano tanti paesi con caratteristiche uniche da valorizzare e che permettano a professionisti di video e fotografia di aggiungere al proprio portfolio un servizi specializzato e molto remunerativo.

Reportage 2.0

Queste video arriva dal centro della guerra, Falluja, Iraq. Il New York Times è stata una delle prime testate a credere in una sezione dedicata ai reportage immersivi, un servizio d’informazione che completa il Graphic Journalism. Anche Al Jazeera ha implementato il suo canale con produzioni dedicate a questa tecnologia. In questo caso parliamo di un vero e proprio documentario dedicato alla crisi umanitaria in Bangladesh .

Di questo tipo di comunicazione se ne accorta anche Amnesty International la prima associazione a utilizzare il VR per il fundraising. L’immersività video di un ospedale di Aleppo direttamente ispezionabile negli stand delle principali città europee per amplificare il valore delle proprie azioni e ricevere maggiori donazioni nelle proprie attività sul campo.

Insomma, anche in questo ambito il VR360 si sta facendo spazio con prepotenza e insieme a lui la domanda di videomaker preparati e professionisti. Videoreporter ed i giornalisti sono i naturali candidati a questo tipo di lavoro, ma nel VR360 – Professional Training di Milano affrontiamo i tipi di attrezzatura tecnica adatta per tutte le diverse situazioni e l’approccio dallo streaming alla post produzione.

2 Comments

  • Marco ha detto:

    Molto interessante

    • OmniaVision OmniaVision ha detto:

      Ciao Marco, si, sono molto interessanti. Ma questi non sono solo che pochi esempi. Noi abbiamo scelto solo alcuni per mostrare l’infinità di applicazioni che può avere questo tipo di contenuti e quante sono le grandi aziende che già li sfruttano con successo. Ma i casi sono ancora veramente tanti!

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